aspettando la venuta di Gesù e il tempo della restaurazione di tutte le cose” Atti3:21

Giudei e Gentili: un solo popolo contro l’antisemitismo, per l’ aliyà e la restaurazione di tutte le cose.

PESCARA

5-8 DICEMBRE 2014

“Ritorna e sii restaurato”

CONVEGNO MESSIANICO

Insegnante

Rav. Itzhak Shapira

Nato e cresciuto in una famiglia tradizionale sefardita in Israele, Itzhak Shapira dopo anni di studi sui testi rabbinici ha trovato il Messia nelle scritture ebraiche. Ordinato rabbino nella IAMCS ha fondato Ahavat Ammi Ministries un’ organizzazione ebraica internazionale che lavora per la riconciliazione tra Giudei e Yeshua. E’ l’autore del libro di successo internazionale “The return of the Kosher pig”, libro salito in cima alla classifica dei 10 libri ebraici più venduti su Amazon.Per maggiori informazioni sul Ministerio di I. Shapira visita www.kosherpig.org www.ahavatammi.org – www.shuvu.org

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Info e prenot.: [email protected] www.messianici.it tel. 333-5301800 / 333-8514498

Il convegno si terrà presso l’ Hotel Duca degli Abruzzi s.r.l. Viale Carlo Maresca, 15 – 65015 Montesilvano – PESCARA – www.hotelducadegliabruzzi.it

Costo albergo e partecipazione alle tre giornate del convegno, alloggiando in camera doppia, 130 Euro. Sconti per famiglie. Prenotazioni, con acconto di 20 euro.

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Mosè e Gesù

 

In un sogno vidi due ebrei incontrarsi per caso

Il primo era vecchio, occhi austeri e fronte marcata,

inghirlandato il capo di una luce vibrante d’amore.

L’altro era giovane, dallo sguardo dolce, serafico.

Tutto intorno una danza satanica percorreva la Città

ferita al cuore dal pifferaio famelico!

Shalom Aleichem disse l’uno, tristemente, all’altro

senza guardarlo negli occhi, di sbiego.

D’improvviso dalla Chiesa risonò l’organo, un inno si levò

Dalla Sinagoga un salmeggiare forte, fragoroso

Ciascuno acclamando con furore il suo Profeta.
Poi per la prima volta i loro occhi si incontrarono

e fu un rapido sguardo

Pietoso, silente, pallido, strano

Di lacrime amare e disperazione straziante.

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Israel Zangwill, Moses and Jesus, in Dreamers of the Ghetto.

Tratto da “Israel and the Church – Two Voices for the same God” di Jacques B. Doukhan

 

 

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happy rosh

UMGC (Union of Messianic Congregation)

L’unione messianica, UMGC, appoggia l’esistenza di una patria in Israele. Sostiene il diritto della nazione d’Israele di esistere in sicurezza, nonché il diritto di tutti gli Israeliani di poter vivere e viaggiare liberamente senza il ricatto del terrorismo.

Affermiamo il collegamento storico tra il popolo Giudeo e la Terra d’Israele, in quanto Dio ha dato alla discendenza di Abramo, Isacco e Giacobbe la Terra d’Israele come eredità eterna: “Io stabilirò il mio patto con te, come un patto eterno tra me, te e la tua discendenza dopo di te. Tutta la terra di Canan, dove stai come straniero, io te la darò come possesso perpetuo a te e alla tua discendenza …” (Genesi 17:7-8).
Riconosciamo altresì il ritorno del popolo giudaico sulla terra d’Israele nell’epoca contemporanea, come annunciato dai profeti: “Le nazioni conosceranno che io sono l’Eterno, (…) quando io mi santificherò in voi sotto gli occhi loro, io vi trarrò dalle nazioni, vi radunerò da tutti i paesi e vi ricondurrò nella vostra terra” (Ezechiele 36: 23-24).
Inoltre, le sofferenze storiche e le persecuzioni del popolo ebraico, culminate nell’olocausto della seconda guerra mondiale, dimostrano a tutte le nazioni che il popolo ebraico ha un destino nella propria patria. La fondazione dello stato ebraico difende la continuità giudaica e la vita del popolo. La UMGC afferma l’attuale e futura aliyà (immigrazione ebraica in Israele) come adempimento delle profezie, com’è scritto: “Ecco vengono i giorni, dice il Signore, che non si dirà più “l’Eterno è vivente, Egli che liberò i figli d’Israele dal paese d’Egitto”, ma diranno “com’è vero che l’Eterno vive, Egli che ha tratto i figli d’Israele dal paese del Nord e da tutti gli altri paesi, dove li aveva cacciati, io lo ricondurrò nel loro paese che avevo dato ai loro padri” (Geremia 16:14-15).
L’UMGC, pertanto, sostiene il diritto del popolo giudaico di emigrare nella sua patria storica. Alla luce di una visione di pace annunciata dai profeti, noi guardiamo verso un futuro in cui la sofferenza di entrambi, giudei ed arabi, nel Medio Oriente sarà sostituita da una vera pace. La stessa visione futura ci impegna a lavorare e a sperare per una pace subito, così come il nostro Messia Gesù ci insegna “benedetti gli operatori di pace” (Matteo 5:9).
Pertanto UMGC, in preghiera, sostiene ogni genuino sforzo verso la pace tra Israele e le parti arabe in Medio Oriente, specialmente tra Israeliani e Palestinesi. Dalle Scritture Israele come popolo è chiamato ad essere luce ed esempio per le nazioni (Esodo 19:5-6; Deuteronomio 4:5-8; Isaia 2:2-4; 60:2-3). Crediamo che il moderno Stato d’Israele sia il migliore interprete della democrazia e dei diritti civili iscritti nella Legge. Pertanto, incoraggiamo la paritetica applicazione della Legge d’Israele a tutti i cittadini, affinché si preservi e continui la crescita dei diritti umani per tutte le minoranze della nazione. Incoraggiamo le Chiese a lavorare per il bene d’Israele, per lo sviluppo della terra e per la sua sicurezza a visitare la terra come espressione del sostegno alla nazione e alla sua eredità. Manifestiamo una speciale solidarietà per le comunità messianiche in Israele, incoraggiando le chiese a pregare e a lavorare per il loro benessere. Infine, riconosciamo gli arabi cristiani come fratelli e membri del corpo del Messia e incoraggiamo le nostre congregazioni, così come l’intera comunità cristiana, a pregare per la pace tra Israele e i suoi vicini. Prega per la pace di Gerusalemme (Salmo 122:6)

Una “veglia di solidarietà per la situazione in Israele”, organizzata dalla comunità ebraica romana, si svolgerà domani, Giovedì 17 Luglio dalle 19.30 in piazza della Rotonda al Pantheon, a Roma

https://www.facebook.com/events/741524075889589/?ref_newsfeed_story_type=regular

 

 

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Estratto dal sito “David ’s tent” di Avner Boskey (Enemies and friends at a time of war – 11/07/2014)

 Nemici ed amici in tempo di guerra

 Lo stato di guerra non ufficiale si estende con i razzi di Hamas che attaccano da Gaza per colpire le città israeliane, colpendo civili ebrei ed a volte anche cittadini arabi di Israele. Questi attacchi Jihaddisti, vengono lanciati da batterie posizionate deliberatamente, da parte di Hamas, fra la popolazione civile di Gaza – un crimine di guerra dal punto di vista sia legale che etico.

Ieri 192 razzi sono stati lanciati da Hamas e dalla Jihad islamica. Alcuni sono stati lanciati dai commandos di Fatah dell’Autorità Palestinese. Di questi 44 sono stati intercettati dallo Scudo di Ferro (difesa israeliana). Questa mattina tre razzi sono stati lanciati dall’interno del Libano da un gruppo di Jihaddisti indipendente finora non identificato. Continua la lettura