Fino al 31 di Luglio a Roma è  possibile visitare l’importante mostra sulla Menorà intitolata: “Culto, storia e mito”, presso l’ala Carlo Magno della cattedrale di S. Pietro al costo di 7 euro ( evitando di fare la fila ai musei vaticani). Con lo stesso biglietto si può visitare il Museo ebraico, sotto il Tempio Ebraico, dove sono esposti interessanti reperti e dipinti provenienti dall’Israel Museum. La mostra costituisce la prima e più completa esposizione,  con circa 120 reperti archeologici, pittorici e di libri, mai esposti sul tema della Menorà.20170601_160537

Tutta questa documentazione ovviamente si riferisce alla distruzione del Beth Hamikdasch, ad opera dell’imperatore Tito  nel 70 D.C., e al furto del tesoro del tempio di Gerusalemme:i monete, utensili in oro e  grande candelabro che, dopo essere stato portato a Roma sparì.

Non vi sono informazioni particolarmente nuove ma vi sono molti indizi che gettano nuova luce non solo sulla Storia della Menorà ma soprattutto su possibili sviluppi futuri.

Come è noto la grande Menorà, simbolo per eccellenza del Popolo e della fede d’Israele, quando arrivò a Roma fu collocata nel tempio della pace fatto costruire appositamente dal padre di Tito, l’imperatore Vespasiano. La prima  possibilità di sparizione, è stata durante l’incendio di questo tempio romano, e secondo alcuni l’oro può essersi fuso in quell’occasione. Continua la lettura

Light to nations Ministries

Quest’anno il primo giorno di Hanukkah e la vigilia di Natale coincidono. Vi sono un certo numero di interessanti paralleli tra le due festività.  Hanukkah non è mai nominata nel Vecchio Testamento e non avrebbe potato esserci perché celebra la riconsacrazione del Tempio a Gerusalemme nel 164 a.c. Tuttavia la festa è menzionata in Giovanni 10:22. La nascita di Gesù è riportata in Matteo 1 e Luca 2 ma non vi e una sicura indicazione di quando é avvenuta. Gli otto giorni di celebrazioni alla riconsacrazione del Tempio sono menzionati in 1Maccabei 4:56 e 2Maccabei 10:6, ma non vi è menzione del miracolo delle luci della menora, il candelabro sacro: anche se nel Tempio fu trovato olio sufficiente per un solo giorno, le luci continuarono a brillare per otto giorni, il tempo necessario per produrre l’olio consacrato. Non vi è alcuna sicura fonte storica o nelle scritture che io conosca, eccetto un riferimento nella Gemara (Talmud di Babilonia, trattato Sabato 21a). Dopo il tramonto di ciascun giorno di Hanukkah, si accende una candela usando una nona candela chiamata “shamash”, l’attendente o servitore. Continua la lettura

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Light to the Nations Ministries

 

Cari Amici ed Intercessori,

Ho letto da qualche parte che le persone umili non possono essere umiliate.  Questo, secondo me, non perché gli umili non possono scendere più giù di quanto gli altri tentano di spingerli, ma perché la loro attitudine di sincera umiltà gli ha resi immuni agli insulti, alla maldicenza, al disdegno e derisione. Ci stiamo avvicinando al Natale e stiamo per avere un fantastico promemoria del frutto dell’umiltà nella scena della natività. Nella Incarnazione,  Cristo ha umiliato Se stesso lasciandosi alle spalle tutti i Suoi privilegi e la Sua gloria, assumendo il ruolo del servo. Maria, ispirata dallo Spirito Santo, cantò la gloria a Dio, il Quale tenne in considerazione il suo umile stato.  Lei fu così umile da non essere cosciente della propria umiltà ma soltanto della sua condizione di umiltà. Io penso che lo Spirito Santo la guidò nella esternazione di quel bellissimo inno di preghiera, il Magnificat,  in modo che attraverso la sua professione di umiltà, lei potesse porsi in luogo sicuro e superare il disprezzo che la sua gravidanza sicuramente avrebbe provocato in Nazareth. Giuseppe,  ricordato come l’esempio perfetto del giusto ebreo, umiliò se stesso, ed accettò un bambino che non era il suo in obbedienza a Dio, un gesto che sicuramente ammutolì molte  voci agitate.

L’umiltà è un arma di difesa potente Continua la lettura

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Lech Lecha – Vai verso il paese – Vai verso te stesso

Nei passi di questa settimana, sono menzionati, il “programma di D-o” per il popolo d’israele fino ai nostri giorni e la spiegazione di quello che sta accadendo al popolo d’israele in questi Giorni.

La CHIAMATA, LA PROMESSA IL PATTO.

La chiamata. Vieni via dal tuo paese, dai tuoi parenti, vai verso il paese che Io ti mostrerò.

Abramo per la prima volta sente la Voce che lo chiama. In ebraico l’espressione lech lecha  è sia attiva che riflessiva dunque può essere tradotto sia “ vai verso il paese che Io ti mostrerò”, sia “vai verso te stesso”. Dunque l’invito del Signore è un invito a mettersi in cammino per cercare una nuova terra , ma anche per cercare la propria identità interiore. Noi abbiamo una chiamata a cercare la nostra vera identità nel Signore e a sapere chi  siamo nel Messia Yeshuah.

V.3 Benedirà chi ti benedirà… Questa affermazione risuona forte ai nostri giorni. Il Signore ci invita a benedire Israele (visitandolo, pregando, offrendo aiuto spirituale e materiale). NON SERVONO ALTRE PAROLE.

In questi capitoli accadono cose contraddittorie umanamente. Dopo la chiamata Abrahamo innalza altari a Sichem, a Bethel, a Evron, questi altari saranno riedificati da Isacco e Giacobbe  e il signor Gesù camminerà lungo la strada degli altari di cui il quarto e più importante è a Gerusalemme sul monte Moria. Oggi questi luoghi sono occupati dai nemici di Israele e dedicati al dio b-hallà ( dio-padrone), cioè il dio dell’islam. Le nazioni secondo la loro giustizia oggi vogliono assegnare, con l’aiuto dello stato d’Israele, i luoghi degli altari e della promessa a uno stato mai esistito prima, quello palestinese.

Nel luogo più solenne , in vista del monte Moria luogo del quarto altare , Abrahamo incontra per la prima volta un uomo che adora lo stesso Suo Dio, che non si vede  ma che si fa udire. Quell’uomo è  Melchisedek , re di giustizia. E’ l’inizio della comunione fraterna.

La promessa .cap.5  “ Non temere, io sono la tua stella ( scudo)…guarda il cielo e conta le stelle…la tua discendenza”. In ebraico scudo e stella sono la stessa parola , per la prima volta si parla di una stella: ha sei punte?  Certamente i figli di questa stella saranno numerosi come le stelle del cielo. E grazie a D-o oggi è così. Israele è un popolo numeroso.

(15:18) “io do questo paese a te e alla tua discendenza per sempre”, le promesse del Signore sono ,per Abrahamo e per noi … eterne.Amen.

Il Patto. Questo è il secondo  patto di cui si parla nelle scritture. Il primo è stato quello con Noè.Il mio patto  tra Me e te. Il patto appartiene a D-o ed è da Lui garantito. Ma è personale e perenne.E’ troppo  grande questo concetto per parlarne qui estesamente, ma possiamo anche dire che D-o viene a patto con Abrahamo anche nel senso che scende al suo livello e accetta la sua condizione.

Benedizione di Ismaele. (17;18) “ possa egli vivere davanti a te. Quanto a Ismaele , io ti ho esaudito,  ecco Io l’ho benedetto …e farò di lui una grande nazione.”C’è una benedizione per i figli di Ismaele e per tutti gli arabi se saranno in obbedienza al D-o di Abrahamo. C’è una salvezza , non secondo la giustizia delle nazioni, per gli arabi secondo la promessa di D-o ad abrahamo. I credenti sono chiamati a pregare il Signore per gli arabi affinché credano nel D-o di loro padre Abrahamo.  I credenti sono fuori dalla volontà di D-o quando cercano una giustizia secondo le volontà umane e politiche.

Ma i discendenti di Abrahamo saranno molte nazioni.

Isaia 41.14. “ non temere , o Giacobbe, vermiciattolo, resto ( avanzo) d’Israele. A anche quando il giudizio si abbatte su Israele Il Signore ne riserva sempre un  racimolo, un residuo. Perché la Sua misericordia è più grande del Suo giudizio ed egli si ricorda delle Promesse fatte ad Abrahamo secondo il patto.

In tre mila anni di storia Israele ha rischiato molte volte di scomparire, ma il Signore non poteva risultare inadempiente. Dal tempo di Elia vi è stato sempre un resto fedele per merito del quale il Signore ha preservato il suo popolo che oggi vediamo numeroso, secondo la promessa. Amen

Dall’uomo al bestiame…..mi pento di averli fatti! – Genesi 6:7

In Genesi 6:4 è scritto che i giganti vivevano  in quel tempo ed erano contemporanei dei figli di Dio.

La parola Nefillim, nelle nostre Bibbie tradotta con giganti,  deriva dal verbo cadere- nafal e indica  creature decadute.

Secondo Rashi costoro,  giganti non tanto per dimensioni  quanto per forza combattiva, erano gli angeli caduti durante l’atto creazionale primigenio. Secondo Ibn Ezra costoro sono i discendenti di Caino, colui che si accoppiò con immoralità, e forse con solo con donne. E certamente vi sono altre interpretazioni.

In entrambe le interpretazioni citate si tratta comunque di creature decadute che persero, o quasi,  l’immagine del loro creatore.

Sempre secondo Ezra i figli di Dio erano  i discendenti di Seth, così chiamati perchè conservarono il suggello divino e la Sua natura.

Nell’incontro tra i discendenti di Seth e i discendenti di Adamo,  citato sempre nel verso 4,  c’era la possibilità che la progenie di Seth prevalesse. Ma invece continuarono a  perpetuarsi immoralità tra figli di Dio e le belle figlie di Adamo, e ancora una volta nacquero quel tipo di uomini famosi da sempre per la loro potenza: uomini decaduti combattivi e privi di morale.

Il quadro in cui si svolsero questi incrementi demografici era talmente malvagio, contrario all’ordine creazionale,  che Dio si pentì di aver fatto l’uomo.

Ma Dio si pentì non solo di aver fatto l’ uomo, bensì  anche di aver fatto  l’animale.

Questo  ci fa chiaramente capire che lo scenario di contaminazione morale e depravazione sessuale coinvolgeva non solo la sfera dell’uomo ma anche la sfera animale.

In effetti, viene riferito in alcuni commentari,  che tra le perversioni  praticate dai discendenti di Caino oltre alla pedarastia ci fosse la zooerastia.

Gli animali fanno parte chiaramente della condizione di peccato che precede il diluvio e questo spiega la volontà di  Dio di annientare anche la generazione di animali.

D’altra parte  il  male  veicolato dall’animale permea il racconto biblico fin dalla creazione. Basti pensare all’incontro complice tra il serpente ed Eva.

(Per alcuni l’incontro tra Eva e il serpente non fu fatto solo di occhiolini, ma fu un incontro sessuale).

Sia che lo prendiamo alla lettera, sia che lo intendiamo in senso simbolico, il rapporto peccaminoso tra uomo e animale è presente nella narrazione biblica che, ricordiamo,  può essere letta a più livelli che non si escludono tra loro.

Se ora spostiamo l’attenzione dal piano fisico della perversione dei primi uomini   e  andiamo al cuore della natura animale, se ci spostiamo cioè dal livello letterale a quello simbolico,  ci accorgiamo che la natura animale  riguarda  anche noi stessi; riguarda l’uomo e i suoi aspetti primordiali, più bassi, meno evoluti o istintivi. Quelli che  contravvengono ad ogni comandamento e che chiamiamo peccaminosi:  passioni  e desideri non mediati dal pensiero e cioè dalla parola,  istinto di possesso, bisogni primari, fissazioni e ostinazione. Solo per citarne alcuni.

Man mano che ci allontaniamo da questa dimensione coatta  (dove non esiste La parola)  e ci  avviciniamo al mondo simbolico, dove la parola è sovrana, il confronto con noi stessi e con l’Altro prende sempre più forma fino all’apoteosi del rapporto col sommo Altro, Dio stesso. La piena realizzazione dell’uomo è possibile solo se passa dal decadimento morale (cioè privo di relazione e di guida),  allo sguardo dialogante col prossimo e con il Creatore.

Queste brevi riflessioni ci fanno leggere  il racconto di Noè e del diluvio come la storia del fallimento dell’uomo-essere parlante fatto a  immagine di Dio,  e la affermazione dell’uomo potente, che possiede, domina, e cerca la propria soddisfazione:  vicino all’animale.

Perversione sessuale, egoismo, istinti primitivi ci riportano all’alba della caduta.

E’ pur vero che il Signore creò ogni cosa buona, e pure gli animali lo erano in principio, ma l’intervento di Dio fu necessario: prima con delle foglie, poi con assi per costruire l’arca e poi con del cedro per appendervi l’agnello espiatorio.

Benedetto legno che ci viene sempre in soccorso!!!

 

Ruth.

 

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