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Parashat Ro’eh (Guarda) Deuteronomio 11:26-16:17

 

con Rabbi Eric Tokajer

(Brit Ahm Messianic Synagogue – Pensacola Florida)

 

Non puoi distruggere ciò che non vedi!

La Parashat di oggi inizia dicendo: guarda! presento davanti a te oggi una benedizione e una maledizione. Si focalizza sulla parola Re’he – guarda con i tuoi occhi. Questa è la generazione che sta per attraversare il Giordano e per entrare nella terra promessa;  la ragione per cui lo sta facendo ora e non 40 anni prima è perchè il popolo, che non aveva visto col cuore e lo spirito, ora poteva vedere con i suoi occhi. Per questo ebbero a suo tempo la maledizione di non entrarci. Si erano separati dal fare la perfetta volontà di Dio che voleva che  entrassero nella terra e cacciassero i loro nemici. Per tale disubbidienza passarono 40 anni prima di ritornare in questo stesso posto.

Gli viene ripresentata ora la stessa scelta: le benedizioni se si  ascoltano i comandamenti del Signore e la maledizione se non si ascoltano i comandamenti del Signore.

Dio prima  dice loro di vedere, poi fa riferimento all’ascoltare quello che ha da dirgli: c’è una differenza tra l’evento fisico dell’entrare nella terra e ascoltare  ciò che il Signore dice.

In questo momento non sono ancora nella terra promessa, ma Dio  sta dicendo loro di avere la visione di quello che Egli sta per fare con loro, piuttosto che solo ascoltare.

Quale è la differenza tra ascoltare “Ra’he” le promesse di Dio e avere una visione delle promesse di Dio? Continua la lettura

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A PASSEGGIO PER LA PUGLIA CON  AQUILA E PRISCILLA – un esempio della rete delle comunità ebraiche  al tempo dell’evangelizzazione del I secolo  sull’Appia antica  fino a Brindisi: come leggere gli atti degli apostoli.

Veniamo da un tour visitando i siti ebraici dei primi secoli. Particolarmente abbiamo visitate le catacombe Ebraiche di Venosa, il museo ebraico e la sinagoga di Trani, il museo dell’accoglienza e della shoà di S.Maria al bagno –Nardò, il museo e l’antica sinagoga di Lecce, il quartiere ebraico di Oria.

In Atti 18: 1 e seguenti è scritto:  “ Dopo queste cose egli ( l’apostolo Paolo), partitosi da Atene, venne a Corinto. E trovato un certo Giudeo, di nome Aquila, oriundo del Ponto, venuto di recente dall’Italia insieme con Priscilla sua moglie, perché Claudio    ( 54 DC l’imperatore in carica) aveva comandato che tutti i giudei se ne andassero da Roma, s’unì a loro. E siccome erano del medesimo mestiere, dimorava con loro , e lavoravano, poiché di mestiere erano fabbricanti di tende. E ogni sabato discorreva in sinagoga, e persuadeva giudei e greci .  v. 7 … entrò in casa di un tale, chiamato Tizio Giusto, il quale temeva Iddio, ed aveva la casa contigua alla sinagoga. E Crispo il capo della sinagoga, credette con tutta la sua casa. “

Questo testo ci da la fotografia del tipo di persone che erano Aquila e Priscilla, ma soprattutto ci da il contesto storico-sociale  nel quale si muovevano. Continua la lettura