UMGC (Union of Messianic Congregation)

L’unione messianica, UMGC, appoggia l’esistenza di una patria in Israele. Sostiene il diritto della nazione d’Israele di esistere in sicurezza, nonché il diritto di tutti gli Israeliani di poter vivere e viaggiare liberamente senza il ricatto del terrorismo.

Affermiamo il collegamento storico tra il popolo Giudeo e la Terra d’Israele, in quanto Dio ha dato alla discendenza di Abramo, Isacco e Giacobbe la Terra d’Israele come eredità eterna: “Io stabilirò il mio patto con te, come un patto eterno tra me, te e la tua discendenza dopo di te. Tutta la terra di Canan, dove stai come straniero, io te la darò come possesso perpetuo a te e alla tua discendenza …” (Genesi 17:7-8).
Riconosciamo altresì il ritorno del popolo giudaico sulla terra d’Israele nell’epoca contemporanea, come annunciato dai profeti: “Le nazioni conosceranno che io sono l’Eterno, (…) quando io mi santificherò in voi sotto gli occhi loro, io vi trarrò dalle nazioni, vi radunerò da tutti i paesi e vi ricondurrò nella vostra terra” (Ezechiele 36: 23-24).
Inoltre, le sofferenze storiche e le persecuzioni del popolo ebraico, culminate nell’olocausto della seconda guerra mondiale, dimostrano a tutte le nazioni che il popolo ebraico ha un destino nella propria patria. La fondazione dello stato ebraico difende la continuità giudaica e la vita del popolo. La UMGC afferma l’attuale e futura aliyà (immigrazione ebraica in Israele) come adempimento delle profezie, com’è scritto: “Ecco vengono i giorni, dice il Signore, che non si dirà più “l’Eterno è vivente, Egli che liberò i figli d’Israele dal paese d’Egitto”, ma diranno “com’è vero che l’Eterno vive, Egli che ha tratto i figli d’Israele dal paese del Nord e da tutti gli altri paesi, dove li aveva cacciati, io lo ricondurrò nel loro paese che avevo dato ai loro padri” (Geremia 16:14-15).
L’UMGC, pertanto, sostiene il diritto del popolo giudaico di emigrare nella sua patria storica. Alla luce di una visione di pace annunciata dai profeti, noi guardiamo verso un futuro in cui la sofferenza di entrambi, giudei ed arabi, nel Medio Oriente sarà sostituita da una vera pace. La stessa visione futura ci impegna a lavorare e a sperare per una pace subito, così come il nostro Messia Gesù ci insegna “benedetti gli operatori di pace” (Matteo 5:9).
Pertanto UMGC, in preghiera, sostiene ogni genuino sforzo verso la pace tra Israele e le parti arabe in Medio Oriente, specialmente tra Israeliani e Palestinesi. Dalle Scritture Israele come popolo è chiamato ad essere luce ed esempio per le nazioni (Esodo 19:5-6; Deuteronomio 4:5-8; Isaia 2:2-4; 60:2-3). Crediamo che il moderno Stato d’Israele sia il migliore interprete della democrazia e dei diritti civili iscritti nella Legge. Pertanto, incoraggiamo la paritetica applicazione della Legge d’Israele a tutti i cittadini, affinché si preservi e continui la crescita dei diritti umani per tutte le minoranze della nazione. Incoraggiamo le Chiese a lavorare per il bene d’Israele, per lo sviluppo della terra e per la sua sicurezza a visitare la terra come espressione del sostegno alla nazione e alla sua eredità. Manifestiamo una speciale solidarietà per le comunità messianiche in Israele, incoraggiando le chiese a pregare e a lavorare per il loro benessere. Infine, riconosciamo gli arabi cristiani come fratelli e membri del corpo del Messia e incoraggiamo le nostre congregazioni, così come l’intera comunità cristiana, a pregare per la pace tra Israele e i suoi vicini. Prega per la pace di Gerusalemme (Salmo 122:6)

Una “veglia di solidarietà per la situazione in Israele”, organizzata dalla comunità ebraica romana, si svolgerà domani, Giovedì 17 Luglio dalle 19.30 in piazza della Rotonda al Pantheon, a Roma

https://www.facebook.com/events/741524075889589/?ref_newsfeed_story_type=regular

 

 

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Estratto dal sito “David ’s tent” di Avner Boskey (Enemies and friends at a time of war – 11/07/2014)

 Nemici ed amici in tempo di guerra

 Lo stato di guerra non ufficiale si estende con i razzi di Hamas che attaccano da Gaza per colpire le città israeliane, colpendo civili ebrei ed a volte anche cittadini arabi di Israele. Questi attacchi Jihaddisti, vengono lanciati da batterie posizionate deliberatamente, da parte di Hamas, fra la popolazione civile di Gaza – un crimine di guerra dal punto di vista sia legale che etico.

Ieri 192 razzi sono stati lanciati da Hamas e dalla Jihad islamica. Alcuni sono stati lanciati dai commandos di Fatah dell’Autorità Palestinese. Di questi 44 sono stati intercettati dallo Scudo di Ferro (difesa israeliana). Questa mattina tre razzi sono stati lanciati dall’interno del Libano da un gruppo di Jihaddisti indipendente finora non identificato. Continua la lettura

Terrorizzando la figlia di Sion

Avner Boskey

Nelle ultime 36 ore Israele è sempre più sotto attacco da parte del gruppo islamico jihadi Hamas. Più di 200 razzi sono stati lanciati sulle città e sui kibbutzim israeliani. Due raid da parte dei comandos di Hamas sono stati disinnescati. Il Primo Ministro Bibi Natanyahu ha autorizzato il richiamo di 40,000 soldati riservisti.

Cosa esattamente si sta sviluppando? Come possiamo pregare? Come possano giudarci le scritture nella comprensione di tutto questo?

La guerra dei razzi

Le ostilità sono iniziate da parte di Hamas lanciando razzi su aree civili israeliane. Questa offensiva continua già da diversi mesi e anni. Durante l’operazione “colonna di fuoco” nel novembre 2012 sono stati lanciati più di 10,000 razzi da parte di Hamas su centri urbani israeliani. Nel maggio del 2014 sette razzi sono stati lanciati, mentre a giugno 2014 sono stati lanciati 60 razzi contro la popolazione civile. Durante gli ultimi 9 giorni di luglio, dall’inizio della guerra, più di 200 razzi sono stati lanciati.

Dal novembre del 2012 i missili di Hamas hanno dei bersagli sempre più estesi:

Le città del Negev – Beersheva, Ashdod, Ashkelon, Netivot, Ofakim, Sderot

Le citta delle pianure del sud – Yavne, Gedera, Nes Tziyona

Tel Aviv e dintorni – Tel Aviv, Bat Yam, Holon, Givatayim, Ramat Hasharon

Le città delle pianure di Sharon– Herzliya, Ra’anana, Kfar Saba, Givat Ada, Hadera

Gerusalemme e dintorni – Bet Shemesh, Givat Ze’ev, Psigat Ze’ev

L’aeroporto Ben-Gurion – Mercoledì 9 luglio ore 0831

I rifugi antiaereo sono stati aperti in tutte queste zone. Quasì metà della popolazione ha sentito una sirena per l’incursione aerea in questi giorni e ha dovuto correre di giorno e di notte per rifugiarsi.

La scorsa notte è stato lanciato un nuovo tipo di razzo: un razzo cinese-siriano 302 mm capace di raggiungere 130 km. Hamas lo chiama il R-160, chiamato Abdul Aziz al-Rantisi, uno dei fondatori di Hamas, ucciso da Israele nel 2004 in un’operazione mirata. Questo razzo fa parte dell’arsenale del Presidente Siriano Assad e anche degli Hezbollah in Libano.

Tu non temerai gli spaventi della notte salmo 91:5

L’antimissile israeliano “scudo di ferro” ha cambiato molto il bilancio militare di questa guerra. Dacché i missili di Hamas non hanno il GPS, i matematici e fisici israeliani hanno sviluppato un software che riesce a differenziare fra i missili che non cadranno su aree civili e quelli invece che stanno su una traiettoria mortale. Solo 10-20% dei missili vengono intercettati, il resto cade senza causare vittime.

  • È una risposta alle nostre preghiere che fino ad ora non ci sono state vittime. C’è stato qualche ferito a causa di attacchi di panico o mentre le persone correvano per raggiungere i rifugi. Continuate a pregare per questo.

Gli Israeliani che sentono la sirena hanno fra 15 a 45 secondi per raggiungere un rifugio. Un rumore basso indica che un missile del “scudo di ferro” è stato lanciato, e una vibrazione forte indica che l’intercettazione è andata a buon fine.

La marina militare ha sferrato più di 270 attacchi contro le infrastrutture terroristiche. La IAF (l’aviazione israeliana) ha colpito più di 120 lanciatori di missili. (http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4540101,00.html)

Prima di attaccare le case o gli uffici dei leader terroristici gli ufficiali dell’intelligenza militare israeliana svolgono un’azione chiamata “bussando sul tetto” – chiamano la casa in questione e dicono agli abitanti di lasciare la casa immediatamente. Dopo la partenza degli abitanti la casa viene bombardata con altissima precisione. C’è stato un caso dove la famiglia prima è andata via e poi è ritornata e purtroppo è rimasta vittima. In un’altra occasione il terrorista si è rifiutato di partire ed è morto. I leader di Hamas hanno publicamente esortato il popolo a salire sui loro tetti e morire come martiri della jihad.

Gerusalemme nel bersaglio

Martedì 8 luglio Gerusalemme è stato il bersaglio dei missili di Hamas. Almeno 3 sono caduti nella periferia settentrionale della città – uno in un cimitero e uno fra due case. Si sono uditi i rumori dei missili del “Iron Dome” e delle intercettazioni . Le zone dove sono caduti i missili sono zone ebraiche, ma a meno di un chilometro ci sono delle comunità arabe di una certa grandezza. Evidentemente Hamas è disposto a uccidere arabi purché raggiunga il suo scopo principale: quello di uccidere ebrei.

Hamas ha lanciato più di 40 missili su Gerusalemme e simultaneamente su zone vicino a Tel Aviv. Cercavano di sopraffare la rete “Iron Dome” la quale è in grado di intercettare solo un certo numero di missili lanciati simultaneamente. I soldati operando “Iron Dome” hanno dovuto prendere decisioni di vita e di morte entro frazioni di secondi. Grazie a Dio sono stati in grado di fermare i missili giusti e non ci sono state vittime.

Signore, Dio degli eserciti, fino a quando sarai irritato contro la preghiera del tuo popolo?

Tu li hai cibati di pane intriso di pianto e li hai dissetati con lacrime in abbondanza.

Tu ci hai resi oggetto di contesa per i vicini e i nostri nemici ridono di noi.

O Dio degli eserciti, ristoraci, fa’ risplendere il tuo volto e saremo salvi.

Salmo 80:4-7

C’è un grande messaggio simbolico nei razzi islamici che mirano a colpire Gerusalemme. C’è bisogno di un’azione decisiva da parte del governo israeliano per ristabilire un deterrente nella giungla del medio-oriente.

La squadre del cinque

Martedì sera una squadra di cinque terroristi di Hamas armati di esplosivi è stata intercettata a nord della striscia di Gaza su Zikim Beach. Sono state allertate operazioni speciali della IDF e la squadra è stata liquidata in meno di 10 minuti. Si trovavano a meno di un miglio da un kibbutz. I terroristi stavano per sferrare un mega attacco che avrebbe attaccato anche ostaggi civili.

Allo stesso tempo un’altra squadra di Hamas aveva scavato un tunnel da Gaza sotto il confine verso il Kibbutz Kerem Shalom (“ vigna della pace” in ebraico). Lo scopo era quello di uscire in superficie dentro il Kibbutz, uccidere e prendere ostaggi. Israele aveva scoperto il tunnel solo qualche giorno prima e quindì era pronto per sventare l’attacco.

La TV di Hamas a Gaza annuncia sempre delle vittorie decisive e inventa numerose vittime fra gli israeliani. Gli abitanti di Gaza guardano la TV israeliana e hanno visto i video clip fatti dalla IDF della intercettazione della squadra di Hamas. Sono morti sia il comandante dei commandos navale di Hamas sia la sua squadra di cinque uomini.

Operazione bordo prottettivo

Il Primo ministro Netanyahu ha dichiarato l’operazione “bordo protettivo” il giorno 8 luglio. Ha autorizzato il richiamo di 40.000 soldati riservisti. Alcuni di questi sono amici personali e credenti messianici.

  • Pregate per i soldati per il successo e per la loro protezione
  • Pregate per i soldati credenti – che possano essere una luce in mezzo alla battaglia

Questa operazione militare è la risposta da parte di Israele al tentativo di un movimento islamico terroristico di indebolire, seminare terrore, causare danni e distruggere lo stato ebraico. Dal punto di vista biblico stanno tentando di maledire il Dio d’Israele e il popolo ebraico. Il salmo 83 ci offre dei chiariamenti su questo:

O Dio, non restare silenzioso!

Non rimanere impassibile e inerte, o Dio!

Poiché, ecco, i tuoi nemici si agitano, i tuoi avversari alzano la testa.

Tramano insidie contro il tuo popolo e congiurano contro quelli che tu proteggi.

Dicono: «Venite, distruggiamoli come nazione e il nome d’Israele non sia più ricordato!»

Poiché si sono accordati con uno stesso sentimento, stringono un patto contro di te:

le tende di Edom e gli Ismaeliti; Moab e gli Agareni; Ghelal, Ammon e Amalec;

la Filistia con gli abitanti di Tiro; anche l’Assiria si è aggiunta a loro;

presta il suo braccio ai figli di Lot.  Salmi 83:1-8

 

I nemici di Dio, quelli che lo odiano hanno fatto un patto contro di Lui. Cosa vuole dire questo? Come fanno questi nemici a svolgere i loro piano malvagi? Lo scrittore del salmo 83 ce lo dice chiaramente: escogitando dei piani terroristici contro il popolo ebraico, piani per uccidere e prendere la loro terra. Secondo le scritture Hamas rappresenta solo la punto della lancia di una congiura araba/islamica molto più grande.

La questione non è di prendere la parte dell’uno o dell’altro.

La vera questione è : vogliamo stare con il Signore con la sua protezione e le sue promesse profetiche per Israele? Chiamiamo “nemici” quelli che Dio chiama “nemici”?

E’ il Dio d’Israele che sta restaurando i figli di Giacobbe nella loro terra promessa. Le forze dell’ Islam si oppongono a questo credendo che Dio ha rigettato Israele e ha trasferito quella terra all’ Islam come possesso etern.

Credono che la Jihad islamica è l’unico modo per riprendere quella terra.

La Bibbia ha molto da dire su questo argomento. Stiamo vivendo veramente negli ultimi giorni. E’ importante per i credenti avere le idee chiare sulla questione. Il modo di ragionare dei nemici di Dio nel salmo 83 è completamente opposto al ragionamento del Dio d’Israele. Il ragionamento del nemico non è un’opzione “kasher”, non è un ragionamento per dei credenti in Yeshua.

  • Cari fratelli e sorelle facciamo attenzione a stare dalla parte giusta in questa battaglia – dalla parte del Dio d’Israele e del suo popolo. Non facciamo gli spettatori nella battaglia per Gerusalemme.

Come sono grandi le tue opere, o Signore! Come sono profondi i tuoi pensieri!

L’uomo insensato non conosce e lo stolto non intende questo:

che gli empi germogliano come l’erba e che tutti i malfattori fioriscono per essere distrutti in eterno.

Ma tu, o Signore, siedi per sempre in alto.

Poiché, ecco, i tuoi nemici, o Signore, ecco, i tuoi nemici periranno e i malfattori saranno dispersi.

Ma tu mi dai la forza del bufalo io sono cosparso d’olio fresco.

I miei occhi hanno visto la rovina di quelli che m’insidiano;

il mio orecchio ha udito la disfatta dei malvagi che si avventano contro di me. Salmi 92:5-11

Le vostre preghiere supportano le nostre braccia nell’opera che Dio ci ha chiamati di compiere.

Shalom in Yeshua il Messia

Dalla parte di Chi ?

Cari fratelli purtroppo dopo qualche anno siamo di nuovo a fare la cronaca dell’aggressione dei figli di Edom contro Israele. Un carissimo fratello ci ha mandato queste notizie come controinformazione dei media che presentano Israele come l’aggressore. Il primo strumento del nemico, spirituale e militare, è la menzogna. E’ fondamentale che i credenti in Gesù non siano sedotti da una propaganda ingannevole che presenta Israele come aggressore e i palestinesi come vittime di un’ingiustizia e di “ un’occupazione militare”. Purtroppo sappiamo che molti cristiani , con un’analisi superficiale, e un senso della “giustizia senza impegno” si lanciano in giudizi contro Israele. Questa non è una guerra contro il popolo di Dio, ma contro l’Iddio d’Israele come dice il Salmo 83. E’ l’ultima strategia di Satana per impedire il ritorno del popolo sulla terra e del Messia Yeshua, cercando di colpire il Popolo che lo coronerà e di impedirGli di ritornare sulla Terra. Ma l’apostolo Pietro ci esorta a non rallentare la venuta del Messia. Come sappiamo questo ultimo tempo è cominciato con il rapimento e l’assassinio dei tre ragazzi Israeliani i cui assassini sono celebrati da alcuni come martiri ( mentre i responsabili ebrei dell’omicidio del povero ragazzo palestinese sono già stati arrestati dalle autorità Israeliane). E ora uomini di una religione di sangue stanno usando la popolazione palestinese come ostaggio e scudi umani cercando di far cadere la colpa su Israele. E’ ora che le coscienze libere dei credenti alzino le mani verso il cielo per distinguersi dai finti pacifisti e umanitari e difendano le ragioni della gente oppressa dai propri capi politici e religiosi, che risparmiano i loro figli e espongono agli attacchi la povera gente palestinese. L’esercito Israeliano non attacca le persone, che vengono avvertite prima, ma solo le basi da cui partono i missili sparati alla cieca contro la popolazione civile (arabi compresi).

La religione Jihadista del suicidio sacrifica a un dio di sangue la popolazione. Possa il Signore dare discernimento a quelli che leggono la Bibbia. Ringraziamo i fratelli che abitano in Israele e presidiano la terra per essere testimoni delle profezie. 

J.M.