FLYER CONFERENCE 23-25 MARCH-page-001 CONFERENZA NEL NEGEV 23-25 MARZO 2016-page-001

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“Io apparvi ad Abrahamo, ad Isacco, e a Giacobbe, come l’Iddio Onnipotente; ma non fui conosciuto da loro sotto il mio nome”  

(Lettura da Esodo 6:2 a Esodo 9:35)

 

Il Signore  si era fatto conoscere dai Patriarchi, con la grande  promessa di un popolo e di una terra, come  l’Iddio Potente – El Shaddai.

Ma non aveva ancora fatto conoscere appieno il Suo Nome. In Esodo 3:14  abbiamo visto che egli  rivela il Suo nome a Mosè. Nel Suo nome è il passato, il presente e il futuro. Ed è ora necessario che Mosè si appropri del futuro per divenire il grande profeta che guida il Popolo alla libertà, al riscatto, alla terra. E il Signore gli offre un futuro.

L’Altissimo ha udito le sofferenze, il grido di dolore del popolo schiavo e promette l’emancipazione e di fare di Israele il Suo proprio popolo (Esodo 6:6-7). Continua la lettura

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VaYigash – “Egli si accostò”

Ci soffermeremo sul momento  della vicenda in cui  Giuseppe e i suoi fratelli sono gli uni difronte all’altro, prima del riconoscimento, e successivamente sulla grande notizia recata a Giacobbe che suo figlio è ancora vivo in Egitto. Leggiamo dalle Scritture Genesi dal capitolo 44:18 a tutto il capitolo 45.

Giuda si accostò al Vicerè d’Egitto (Giuseppe) con foga, in risposta al suo parlare duro. Questi infatti aveva prima preteso che gli portassero da Canaan Beniamino, e con grande difficoltà glielo portarono; una volta avuto accanto a sé Beniamino lo fece passare per ladro mettendogli le coppe nel sacco.

Il padre, Giacobbe, ancora addolorato per la perdita di Giuseppe e di sua madre Rachele, aveva saputo ascoltare la voce del Signore e a malincuore Gli aveva obbedito, lasciando andare Beniamino nelle mani di quei dieci figli di cui non si fidava molto. Mettendo in pericolo la vita dell’amato fanciullo che insieme a Giuseppe era il figlio della sua vecchiaia (il tempo della saggezza, il tempo dell’amore e del cambiamento dalla congenita natura scaltra a maggiore maturità).

In questi movimenti, con quanta passione e forza Giuda fa da intermediario tra i fratelli, il vicerè e il padre? Ora vuole salvare le sorti della famiglia dalla carestia, dopo aver messo in serio pericolo la vita di Giuseppe, molti anni prima. Continua la lettura

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Finiti i bagliori dei 500 anni della nascita di Giovanni Calvino, cogliamo l’occasione per ricordare i 500 anni dalla nascita di Michele Serveto, avvenuta nella provincia Spagnola di Huesca-Pirenei.

Solitamente nei libri di storia, scritti dai vincitori, costui viene ricordato come l’eretico antitrinitario, fiero oppositore di Calvino che ne decretò il rogo ( per mano di Farel), nella cittadella riformata di Ginevra. La storia ce lo ricorda come vittima di un incidente della Riforma, un riflesso negativo sui grandi nomi come quello appunto di Calvino.

Ma chi era veramente Michele Serveto? E’ possibile trovare, fra le pieghe della rimozione collettiva, elementi di insegnamento ancora utili per noi?

Quasi a voler restaurare ancor di più il personaggio di Calvino, oggi persino i calvinisti più ferventi riconoscono il misfatto delle autorità di Ginevra nell’ aver usato i metodi dell’inquisizione per eliminare un avversario scomodo, in un tempo in cui la caccia all’eretico era uno sport molto praticato fra i riformati che volevano disfarsi di altri uomini di fede, come evangelici-anabattisti e giudeo-cristiani.

Questo mutamento dei riformati, da perseguitati in persecutori, è ben riassunto nella mutazione ironica del detto: “Tu es mon frèr en Christ” ( tu sei mio fratello in Cristo) in  “Tuez mon frèr en Christ” (ammazzate mio fratello in Cristo). Continua la lettura

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      Hallelu et Adonai
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